Intervento di Emilio Fava

Intervento curato da Emilio Domenico Fava, psichiatra e psicoterapeuta, professore di Psicopatologia e programmazione dei trattamenti presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Precedentemente ha insegnato Psichiatria e Psicoterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano. Ha diretto la Clinica Psichiatrica Universitaria-S.C. Psichiatria 4 dell’A.O. Niguarda. Tra i fondatori della sezione italiana dell’SPR (Society for Psychoterapy Research), è stato direttore scientifico della rivista Ricerca in Psicoterapia e coeditor di Research in Psychotherapy. Ha costituito l’associazione-gruppo Zoe per lo studio e la formazione sulla qualità delle cure psichiche. Ha curato e validato la traduzione italiana di Arbeitskreis OPD Operationalisierte Psychodynamische Diagnostik OPD-2. Das Manual für Diagnostik und Therapieplanung von Arbeitskreis OPD, von Huber, Bern 2006.

Gruppo ZOE

Dalla ricerca alla competenza a curare, a curarsi e a essere curati

Lo scopo di questa presentazione è quello di illustrare i passaggi (e le relative difficoltà di carattere epistemologico, concettuale e contestuale) attraverso i quali la ricerca empirica in psicoanalisi, e più in generale in psicoterapia, si può tradurre in applicazioni concrete nel campo della clinica e dell’organizzazione dei servizi di salute mentale. Mi riferisco alle interazioni tra chi costruisce e produce metodi e quindi dati di ricerca, affrontando i relativi problemi, e chi gestisce la loro applicazione nella pratica, intendendo questo passaggio come sviluppo di competenze. La competenza a sua volta è definibile come “la capacità di impiegare le conoscenze in modo da giungere ad una soluzione accettabile” Friedson (2001) o, in altri termini, come la capacità di “ricevere e produrre messaggi comunicativi che implichino sviluppo e trasformazione” Giaconia (2000)”.
Il piano del discorso è complesso e quindi stimolante. Occorre affrontare i problemi posti dalla necessità di valutare (e quindi in un certo senso di misurare) fenomeni per loro natura immateriali come le rappresentazioni mentali, i vissuti emotivi e gli altri “oggetti” di cui si occupa la psicoanalisi e la psicologia clinica. Tra questi il concetto stesso di efficacia come obiettivo della cura, il che implica una definizione non facile, accurata e non scontata di cosa intendiamo per benessere psichico e salute mentale.
Dall’altro lato dovremo affrontare i problemi che si pongono al momento di interagire con i vari soggetti che producono saperi e conoscenze in questo ambito e quelli che devono applicare queste conoscenze, sul piano clinico, e/o hanno responsabilità sul piano dell’organizzazione dei Servizi e di Politica Sanitaria. Mi riferisco alle associazioni di psicoanalisti, alle associazioni che promuovono altre forme di terapia psicologica, agli psichiatri di impostazione psicofarmacologica o psico-sociale, agli amministratori che gestiscono i servizi, alle strutture accademiche che producono ricerca, alle associazioni di utenti e all’opinione pubblica. E ovviamente a chi, in forme diverse, accede alle cure. Ciascuno di questi soggetti ha linguaggi, orientamenti, bisogni, condizionamenti culturali, gruppali ed economici che tendono a produrre una dispersione piuttosto che una integrazione di conoscenze e quindi di pratiche efficaci.
Ricerca empirica in psicoterapia significa sottoporre delle ipotesi che nascono da intuizioni cliniche, organizzate in modelli teorici, a forme di verifica empirica secondo criteri assimilabili, ma non identici, a quelli delle scienze naturali. Ogni procedura scientifica si deve infatti necessariamente accomodare ai suoi oggetti e quindi dobbiamo partire dal presupposto che la maggior parte degli eventi psichici non siano appunto né osservabili direttamente, né direttamente accessibili alla coscienza, come per altro molti altri accadimenti in altri campi. Tuttavia anche i fenomeni psichici possono dar traccia di sé ad un livello osservabile.
Il nostro discorso quindi parte dalla descrizione dei risultati della ricerca empirica e dei problemi metodologici che devono essere affrontati sia per produrre dati che per considerare i limiti della loro applicabilità. La psicoterapia considerata nel suo insieme funziona? Permette di ottenere cambiamenti? Quali? Esistono dati in grado di dimostrarlo? Esistono forme di psicoterapia più efficaci delle altre? O di trattamenti concorrenti (farmacologici o sociali)? Cosa succede in una psicoterapia? Come fanno paziente e terapeuta a raggiungere un cambiamento? Cosa collega ciò che fa il terapeuta e il processo che viene attuato con e nel paziente con gli esiti? Cosa succede quando le terapie non funzionano?
I risultati degli studi offrono consistenti risposte a queste domande, tuttavia occorre confrontarsi con gli altri saperi, che nascono in contesti differenti, nella prospettiva di una necessaria integrazione. Ogni sistema di conoscenze può (dovrebbe?) essere il “perturbante cognitivo” (Piaget 1972) di altri sistemi. Cercherò quindi di esplorare le ragioni che spiegano le contraddizioni tra i vari approcci e al tempo stesso le possibilità di integrarli, in particolare nel campo delle pratiche, in questo aiutato dalla mia esperienza di clinico e gestore di servizi, oltreché di ricercatore e di essere umano.
Questa visione di insieme, infine, ci può dare qualche elemento per superare il piano più specifico e “tecnico” della cura della sofferenza mentale per aiutarci a capire aspetti della nostra esperienza quotidiana e del nostro vivere sociale utilizzando le conoscenze che provengono anche dallo studio del funzionamento psicologico, cioè qualcosa che, in fondo, riguarda la nostra competenza a vivere.

 

Riferimenti bibliografici dell’intervento:

  • E. Fava, Gruppo Zoe (2016), La competenza a curare: il contributo della ricerca empirica, Mimesis, Milano.
  • E. Fava, Cinzia Masserini (2002), L’efficacia delle psicoterapie nel servizio pubblico: il contributo della ricerca valutativa alla clinica, Franco Angeli, Milano
  • E. Fava (2017), Intervista ad E. Fava sulla ricerca empirica in psicoterapia (a cura di G. Mattana). Consultabile online a questo link.
  • E. Fava (2013), La formazione psicoanalitica degli psichiatri, in Psiche, 1, 2013
  • V. Lingiardi, N. Dazzi, A. Colli (a cura di) 2005, La ricerca in psicoterapia. Modelli e strumenti, Raffaello Cortina, Milano
  • R.A. Levy, J.S. Ablon, H.Kachele, (2012) trad.it. 2015, La psicoterapia dinamica basata sulla ricerca, Raffaello Cortina, Milano
  • H. Friedson (2001) Professionalismo, trad it. Dedalo, Milano
  • G. Giaconia, G. Pellizzari, P. Rossi, (2000), Nuovi fondamenti della tecnica psicoanalitica, Borla, Roma
  • K. Polanyi (1967), La conoscenza Inespressa, Armando Romah

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